Sua Maestà Il Pinot Nero

January 21, 2017

 

Forse non tutti lo sanno, ma in Oltrepò Pavese, immerso tra 13.500 ettari vitati, si cela un patrimonio a molti sconosciuto, il Pinot Nero.

 

Il Pinot Nero, vitigno ostico e difficile da coltivare a causa della sua sensibilità alle malattie e alle sue esigenze pedoclimatiche, trova in Oltrepò Pavese il suo habitat migliore. D’altronde ci troviamo lungo il 45° parallelo, alla stessa latitudine della Borgogna in Francia, e della Napa Valley in California, dove nascono i grandi vini del mondo.

 

A differenza di altre zone d’Italia, dove il Pinot Nero giunse in tempi rispettivamente recenti, non esiste luogo che possa vantare un legame così consolidato nel tempo come l’Oltrepò Pavese, dove fonti storiche dimostrano che questo vitigno era già presente ai tempi dei romani.

 

E’ in Oltrepò che nel 1865, Il Conte Carlo Vistarino e il Conte Gancia iniziano a produrre il primo Metodo Classico d’Italia (allora chiamato Champenoise), spumante prodotto già in quell’epoca con uve Pinot Nero. Di fatto ancora oggi è possibile trovare qualche rara bottiglia etichettata come “Champagne dell’Oltrepò”

 

Non c’è al mondo vitigno più nobile e allo stesso tempo più difficile da interpretare come il Pinot Nero, in grado di porre sia l’esperto che il semplice consumatore di fronte alla degustazione forse più complessa.

 

Come vi dicevo, è proprio sulle morbide colline dell’Oltrepò caratterizzate da terreni marnosi e calcarei, che questo vitigno difficile quanto affascinante, trova il suo ambiente ideale, aiutato da un microclima particolarmente fresco la notte che ne consente la lenta maturazione e lo sviluppo degli eleganti profumi.

 

In Oltrepò Pavese sono presenti due diverse qualità di Pinot Nero.

 

La prima viene vinificata in nero e produce un vino rosso estremamente delicato, diverso di anno in anno e che forse rappresenta la sfida più grande per un enologo. Un vino di colore rosso mai troppo marcato, che si riconosce per un profumo molto caratteristico, composto da piccoli frutti rossi quali ribes, mora e lampone.

 

La seconda invece è vinificata in bianco e produce un vino utilizzato come base per la produzione dello spumante, al quale conferisce corpo, complessità ed una notevole longevità. Non a caso In Francia è alla base del successo del principe dei vini spumante, lo Champagne.

 

Nell’ultimo decennio, molte aziende hanno investito nella coltivazione del Pinot Nero, individuando i cloni migliori per la sua vinificazione in rosso e per la produzione delle migliori basi spumante, costruendo su questo vitigno il proprio blasone enologico. Oggi l’Oltrepò Pavese, terza denominazione italiana per superficie vitata, grazie ai suoi 3.000 ettari di uve Pinot Nero può vantare il primato di essere la prima zona vinicola d’Italia di questo tipo, seconda al mondo solo alla Borgogna.

 

Il Pinot Nero conta moltissimi estimatori in tutto il mondo, è capace di produrre vini di grande classe ed eleganza probabilmente come nessun’altra uva. Sono diverse le etichette prodotte in questa zona vocata, capaci di regalare emozioni, eppure non riusciamo a ritagliarci il nostro meritato spazio nel mondo.

 

Sarà forse perché noi in primis, non siamo realmente consapevoli o non percepiamo il potenziale del patrimonio enologico custodito in questo luogo a forma di grappolo d’uva che è l’Oltrepò Pavese?

 

                                                                                                             Francesco Pantano.

 

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