Il Bonarda

December 4, 2016

Oggi voglio parlarvi del vino più diffuso e maggiormente prodotto in Oltrepò Pavese, un vino da 20 milioni di bottiglie l’anno, Il Bonarda.

 

Le origini del suo nome sono ancora incerte. Tuttavia, basandoci su ricerche storiche, sembrerebbe che il nome “Bonarda” derivi dal longobardo, per l’esattezza dalle parole "bono" e “hard”, che significano “forte e coraggioso”. Non dimentichiamoci che i Longobardi fecero di Pavia la loro capitale estendendo il loro dominio anche in Oltrepò.

 

Il Bonarda si ottiene da uva Croatina, la cui etimologia deriverebbe da “croatta” ovvero “cravatta” indicando che questo vino si consumava nei giorni di festa, quando veniva appunto indossata la cravatta.

Ecco spiegato il suo nome e perché questo vino sia così diffuso nelle numerose feste oltrepadane.

 

Per chi non lo sapesse, Il Bonarda tipico dell’Oltrepò, non ha nulla a che vedere con il vitigno Bonarda presente invece in Piemonte, lo dico a scanso di equivoci sia chiaro.

 

La Croatina è il vitigno più coltivato dell’Oltrepò Pavese, con una superficie vitata di circa 4.000 ettari. La sua diffusione vide il picco più alto intorno agli anni 60, quando i produttori locali trovarono in questa varietà delle grandi potenzialità, quali: alcolicità e tannicità, necessarie per la produzione di vini importanti.

 

Il Bonarda come cita il disciplinare del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, viene prodotto con uva Croatina in percentuali che variano dall’85% al 100%, è infatti consentito in percentuale massima del 15% l’utilizzo di: Uva Rara, Ughetta e Barbera, congiuntamente o disgiuntamente.

 

Ha una gradazione alcolica minima di 11°, viene prodotto nelle versioni secco, amabile e dolce, tradizionalmente nasce vivace, brioso, da bere mediamente in giovane età e a tutto pasto. Possiamo trovarlo anche nella versione fermo, a volte invecchiato in piccole botti di legno, un tempo botti medio grandi e con un grado alcolico più alto.

 

Il vino più diffuso è di colore rosso rubino carico, con riflessi violacei e porpora; al naso è fine, intenso, netto, con chiare note di viola e marasca,  mentre In bocca si presenta asciutto, di corpo, suadente e di buona persistenza.

 

Come vi dicevo è un vino da bere a tutto pasto; ottimo per accompagnare salumi, agnolotti al sugo di brasato, piatti con sughi leggermente unti, carni bianche e carni rosse. Insomma come lo definisce l’enologo Mario Maffi, un “vino coi jeans” proprio per questo motivo.

 

In conclusione ricordo che tra i vini premiati quest’anno con i tre bicchieri del Gambero Rosso, troviamo per la prima volta un Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC, Il Campo Del Monte dei Fratelli Agnes di Rovescala.

 

Complimenti ai produttori per questo risultato.

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