E tu conosci la Cantina Scuropasso?

October 28, 2016

Mi trovo a Pietra De’ Giorgi, precisamente in frazione Scorzoletta, dove si trova la Cantina Scuropasso, realtà vitivinicola portata avanti  con grande impegno e passione dal buon Fabio Marazzi, titolare dell’Azienda.

 

Non avrei potuto scegliere giorno migliore per venire a trovarlo.. Oggi le colline sono particolarmente colorate, le vigne sembrano un dipinto ed è difficile descrivervi a parole i profumi che si respirano nell’aria.

 

Arrivato in cantina, vengo subito attratto da una folta edera rampicante che solo in un secondo momento Fabio mi dirà essere una vite selvatica, che ricopre i muri della cantina stessa.

 

La Cantina Scuropasso, nasce nel 1962 per volontà di Federico e di Primo, rispettivamente padre e zio paterno di Fabio, entrambi provenienti da precedenti esperienze nel settore. Questi si cimentano fin da subito, nella produzione delle basi spumante Pinot Nero, che producono per grandi realtà spumantistiche della Franciacorta e del Piemonte, e nella produzione di vini rossi, data la particolare vocazione viticola di questa zona dell’Oltrepò Pavese.

 

Fabio, terza generazione in Cantina, entra verso la fine degli anni 80 e si concentra sin da subito a dare un’impronta propria all’Azienda, consapevole di produrre Pinot Nero di alta qualità.

Spinto dalla passione e dalla voglia crescente di dar vita ad un prodotto tutto suo, inizia a cimentarsi nella produzione del metodo classico, debuttando nel 1991 con lo Scuropasso Metodo Classico Brut.

 

Nel 1997 cresce in Fabio, la voglia di esprimere con il suo metodo classico una personale filosofia produttiva, un prodotto che possa esprimere il suo concetto di spumante. Nasce così la linea Roccapietra “una bollicina paziente” come piace a lui definirla, per via del lungo affinamento sui lieviti, che passa dai precedenti 36 mesi agli odierni 48/60. La linea Roccapietra, nome scelto per raccontare il territorio, è composta da tre tipologie: il Brut, il Brut Rosè (divenuto Cruasè) e l’ultimo arrivato, lo Zero, un Pas Dosè nato nel 2005 per valorizzare le caratteristiche del Pinot Nero e la sua grinta.

In diverse occasioni ho gestito questi spumanti al banco d’assaggio consortile, Ente del quale l’Azienda fa parte sin dalla sua fondazione, potendoli degustare sorso dopo sorso e restandone sempre affascinato. Ma non avevo ancora visto con quanta passione il buon Fabio coccola le sue bottiglie, trattandole come fossero “dei tesori” oserei dire, e con quanto entusiasmo me ne parla, raccontandomi di come utilizzi i lieviti indigeni per avviare le fermentazioni, dando così l’idea, di aver utilizzato per ogni singola bottiglia tutto il territorio.

 

Oggi la Cantina Scuropasso lavora direttamente 15 ettari di vigneti, un’Azienda in conversione biologica la sua, rispettosa dell’ambiente e della natura, che ha abolito l’utilizzo di ogni forma di diserbante chimico e di pesticida, dove si è investito tanto nelle energie rinnovabili, fino a diventare indipendente sotto il profilo energetico.

 

I vigneti coltivati in Azienda sono: il Pinot Nero, la Croatina, la Barbera, l’Uva Rara e l’Ughetta di Canneto. Solo in quella che mi dice essere la sua vigna storica più importante, La “Garivalda”, troviamo altre due qualità, la Moradella e la Mornasca, quest’ultima chiamata anche uva di Mornico, paese dal quale prende il nome. La Garivalda situata ad un’altitudine di 300 metri s.l.m., è la collina di Pietra De’ Giorgi dove nascono i grandi vini dell’Azienda.

Sicuro di essermi dilungato abbastanza, che ne dite di assaggiare qualche vino? siete pronti?

 

La prima bottiglia ad essere letteralmente stappata è il Brut, che nel bicchiere si presenta con un bel giallo paglierino dai riflessi dorati, ed un perlage fine e persistente che ne esalta i profumi. All’olfatto è elegante, fresco, con note di lievito e timo che terminano in una delicata nota di mela. In bocca risulta morbido, equilibrato, ritornano le fragranti sensazioni di lieviti e spezie, che ben si sposano ad una vena acida che aggiunge lunghezza ad una beva decisamente piacevole.

 

Passiamo adesso al Brut Zero, lo spumante che mi incuriosisce di più essendo non dosato. Il colore nel bicchiere è molto vicino al precedente, anche il perlage è molto simile, al naso è schietto, parla da sè, il Pinot Nero in questo caso è nitido, quasi dirompente, sento una leggera nota balsamica. In bocca ha una bella acidità, che finisce in una nota minerale che ne accentua la persistenza. Una bella bollicina!

 

Giungiamo ora al Cruasè, l’ultimo dei tre. Nel bicchiere si presenta cristallino, un colore rosa cerasuolo vivo e luminoso, anche in questo caso il perlage è fine e persistente, il profumo è più lungo, complesso, sento la crosta di pane, i fiori appassiti e piccoli frutti rossi. In bocca ha una buona sapidità, una bella spalla che lo rende persistente, uno spumante per tutte le occasioni.

 

L’ultimo vino che ci attende è il Lunapiena, un Buttafuoco del 2009, prodotto utilizzando la Croatina, l’Uva Rara e l’Ughetta di Canneto. La vinificazione, che avviene in botti di rovere sloveno, necessita 24 mesi di affinamento tra botti grandi e barrique, e 12 mesi in bottiglia prima di essere venduto. Nel bicchiere si presenta con un bel rosso rubino dai riflessi porpora, archetti fitti ricamano il bicchiere, che adesso esprime la potenza del vino. Al naso si apre piano, è fine ed elegante. Ordinatamente escono piccoli frutti rossi e la mora, che diventa confettura col passare del tempo. In bocca è ricco, è corposo, un vino che mi è piaciuto, tanto da trovare posto nella mia

cantina.

 

Grazie Fabio, per avermi raccontato la tua storia e per avermi mostrato la tua azienda da vicino, sono felice tu abbia preso parte in Vitis Vinifera Project.

 

 

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